Tanti motivi per cui non approvo il Vaffanculo Day
Ho seguito da a cavallo tra il mio saluto a Londra e il mio rientro a Trst l'evento organizzato da Beppe Grillo e ne sono personalmente rimasto disgustato.
Non approvo 2 dei 3 punti su cui si è incentrata la manifestazione del comico genovese. Secondo me è molto molto sbagliato precludere alle persone condannate (anche in via definitiva) la possibilità di essere parlamentari. Mi spiego. La democrazia non è scegliere il migliore dei sistemi politici. Democrazia significa scegliere il minore dei mali. Proibire ai condannati di sedere in parlamento ha due conseguenze. La prima è quella di proibire a un Previti la possibilità di essere deputato. Ma l'altra faccia della medaglia adombra conseguenze ben peggiori di avere un Previti tra i banchi della camera/senato. Per la stessa legge che Grillo vuole oggi, se divenisse legge, una persona che venisse ingiustamente accusata e condannata (o magari a una categoria di persone) non gli si darebbe la possibilità di trovare garanzie istituzionali. Mi spiego. Supponiamo che una parlamentare gay vada in piazza per manifestare in favore dei diritti degli omosessuali. Supponiamo che durante la manifestazione, per un qualsiasi motivo, il parlamentare venga accusato, chennesò, di "atti osceni in luogo pubblico". Ora supponiamo che i giudici, magari prezzolati dal vaticano, lo giudichino colpevole. Oppure prendiamo il caso di partiti irredentisti come la lega. Ecco fatto: con la legge che Grillo vuole, ci sarebbe il forte rischio di vedere eliminate categorie sociali dal parlamento. E quindi verrebbe meno il principio alla base della democrazia: quello della rappresentanza. Per inseguire il sistema migliore questa legge finirebbe per avere conseguenze nefaste. La democrazia non è inseguire il migliore dei sistemi politici. Democrazia significa prevenire i mali più grandi.
Non sono d'accordo nemmeno con il secondo punto proposto dai sostenitori di Beppe Grillo. L'ineleggibilità dei parlamentari dopo due mandati. Viviamo in un mondo di specializzazione. E la politica richiede specialisti, che vi si dedichino per una vita intera. E' così più o meno ovunque,dall'Inghilterra alla Francia. Con questa protesta, Grillo dà implicitamente ragione a Silvio Berlusconi, quando sostiene che bisogna votare lui in quanto gli altri politici "non hanno mai lavorato". Scusate, ma secondo me questo è molto molto pericoloso.
Sono invece profondamente d'accordo con il terzo punto, che è invece il cuore del problema politico italiano di oggi, secondo me. Questa legge elettorale è una vergogna, stravolge la democrazia. Invece di essere impeto che dal basso risale verso l'alto, attraverso questa legge "truffa", la democrazia si trasforma in un costante plebiscito che la classe dirigente politica chiede a noi elettori, come ai tempi più neri del fascismo. Purtroppo Grillo, sostenendo con uguale forza anche i due punti precendenti sottrae forza a quest'ultimo, che è invece di prima importanza. Scusate se insisto sull'esempio di Previti. Ma Democrazia non è proibire a Previti di candidarsi. E' dare ai cittadini la possibilità di non eleggerlo. Votando la persona e non il partito.
Ma d'altronde, se Grillo avesse trattato di ineleggibilità dei condannati e dei rieletti, la sua protesta e la sua raccolta firme sarebbero diventate semplicemente una piena adesione ai sostenitori del referendum abrogativo sull'attuale legge elettorale. Mentre le proposte per le quali Grillo ha raccolto le firme non sono abrogative, e dal punto di vista istituzionale hanno lo stesso valore della carta da culo. Perfetto. Grillo, con la sue proposte, rischia di oscurare il referendum che è l'unica arma davvero vitale che noi come cittadini, e in quanto parte della società civile possiamo e DOBBIAMO usare.